Il settore della ristorazione affronta una carenza di personale significativa, con centinaia di migliaia di posizioni aperte a livello nazionale e migliaia nelle Marche. Un protocollo mira a colmare il divario tra formazione scolastica e esigenze lavorative.
Carenza di personale nel settore alberghiero
Ad aprile, il settore alberghiero e della ristorazione ha registrato una richiesta di oltre 116mila addetti. Questa cifra aumenta considerevolmente nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo quota 418mila unità. I dati provengono dall'elaborazione del centro studi Cna, basata sulle informazioni Excelsior.
Le aziende del comparto ristorazione prevedono circa 88mila nuove assunzioni nel solo mese di aprile. Il trimestre che va da aprile a giugno vedrà un fabbisogno di 332mila professionisti. La richiesta di personale qualificato, in possesso di un diploma professionale o di una qualifica specifica, ammonta a 40.100 unità già ad aprile.
Difficoltà di reperimento e competenze richieste
Una percentuale significativa del personale ricercato, pari al 45,5%, è considerata di difficile reperimento. Inoltre, per il 64% delle posizioni aperte, è richiesta una pregressa esperienza nel settore. Le figure professionali più ricercate nel mese di aprile includono il cameriere di sala, con 22.910 posizioni, seguito dall'aiuto cuoco con 9.970 unità e dal cuoco con 8.800 richieste.
Questi numeri evidenziano una forte domanda di manodopera qualificata e con esperienza. La difficoltà nel trovare candidati idonei rappresenta una sfida importante per le imprese del settore, che necessitano di personale competente per garantire la qualità dei servizi offerti.
Situazione nelle Marche e protocollo d'intesa
Nella regione Marche, le imprese del settore alloggio e ristorazione prevedono 3.440 assunzioni nel mese di aprile. Il fabbisogno per il trimestre aprile-giugno si attesta a 14.220 unità. Anche qui, la percentuale di lavoratori considerati di difficile reperimento è elevata, attestandosi al 35,4%.
Per affrontare questa criticità e migliorare il collegamento tra il mondo della formazione e quello del lavoro, Cna agroalimentare e la Rete nazionale degli istituti alberghieri (Re.Na.I.A.) hanno siglato un protocollo d'intesa a Loreto, in provincia di Ancona. L'accordo prevede l'attivazione di stage, percorsi formativi e tirocini aziendali.
Obiettivi del protocollo e prospettive future
L'intesa mira a formare i futuri professionisti dell'enogastronomia, promuovendo percorsi didattici integrati. L'obiettivo è anche quello di facilitare l'orientamento professionale degli studenti e creare concrete opportunità di inserimento lavorativo. Questo approccio collaborativo è fondamentale per rispondere alle esigenze del mercato.
Antonio Scipioni, presidente nazionale Cna ristorazione, ha sottolineato l'importanza della professionalità richiesta oggi. Ha evidenziato la necessità di tutelare la cultura della cucina italiana, riconosciuta come patrimonio immateriale dall'UNESCO. La firma del protocollo va proprio in questa direzione, valorizzando le competenze e la tradizione.
Il valore economico del settore
Francesca Petrini, presidente nazionale Cna agroalimentare, ha messo in luce la crescita dei settori agroalimentare e ristorazione. L'anno precedente, questi comparti hanno generato un valore aggiunto di 82 miliardi di euro, pari al 15% del PIL nazionale. Il giro d'affari complessivo ha raggiunto i 700 miliardi di euro, offrendo impiego a oltre 4 milioni di addetti.
Questi dati confermano il ruolo strategico del settore per l'economia italiana. La continua richiesta di personale qualificato, unita agli sforzi per migliorare la formazione e l'occupazione, indica un futuro di potenziale sviluppo, a patto di riuscire a colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro.