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Pino Maniaci presenterà controdeduzioni riguardo la revoca dell'assegnazione di una villa confiscata a Borgetto. La decisione comunale segue un'inchiesta giornalistica su presunte irregolarità nella gestione.

Controdeduzioni alla revoca dell'assegnazione

Pino Maniaci, figura di spicco di Telejato, ha annunciato la presentazione di controdeduzioni. La comunicazione del comune di Borgetto relativa all'avvio del procedimento di revoca dell'assegnazione della villa confiscata alla mafia è datata 2 aprile. Da quella data, l'associazione Tele Jato Ets aveva a disposizione quindici giorni per depositare i propri atti difensivi.

L'associazione aveva ricevuto l'incarico di gestire la villa, situata lungo la strada provinciale tra Partinico e Montelepre. L'obiettivo era la creazione di una scuola di giornalismo. Il comune di Borgetto ha motivato la richiesta di revoca con presunte gravi violazioni. Queste riguardano aspetti legali, fiscali e una gestione non in linea con i principi dell'assegnazione del bene.

La villa apparteneva in precedenza a Gaetano Lunetto. Quest'ultimo era un imprenditore edile di Partinico. È stato identificato come vicino al boss mafioso Giovanni Brusca. Lunetto era stato condannato per associazione mafiosa e turbativa d'asta.

Esposto alle autorità competenti

Maniaci ha dichiarato che nei prossimi giorni verrà presentato un esposto. Le destinazioni saranno diverse autorità. Tra queste figurano il prefetto, la Dia, l'Agenzia dei beni confiscati e le commissioni parlamentare e regionale Antimafia. Saranno informati anche il segretario del comune di Borgetto e il commissario dei carabinieri di Partinico.

L'obiettivo dell'esposto è chiarire le ragioni dietro la richiesta di revoca dell'assegnazione. La vicenda è stata oggetto di approfondimenti da parte del sito di notizie Partinicolive. La testata è diretta da Daniele Viola. Viola ha sollevato interrogativi sulla gestione del bene confiscato. Ha evidenziato come la villa, nota come "villa della legalità", fosse divenuta anche sede di Telejato. Quest'ultima è gestita dall'associazione Marconi. Sono emerse anche notizie sulla presenza di stagisti di una presunta scuola di giornalismo nell'immobile.

Denuncia e esposto all'Ordine dei giornalisti

Daniele Viola ha sporto denuncia contro Pino Maniaci. Le accuse includono diffamazione, violenza privata e minacce. Il giornalista ha inoltre inoltrato un esposto al consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti. Maniaci, anch'egli pubblicista, è accusato di gestire una scuola di giornalismo nella villa. Questa attività non sarebbe stata autorizzata dall'Ordine. Si contesta anche la sua idoneità a svolgere compiti di insegnamento della professione.

La vicenda coinvolge anche due giovani stagisti di Tele Jato Ets, Sara Cozzi e Roberto Disma. In una lettera inviata a Viola, i due stagisti hanno descritto la loro esperienza. Hanno affermato che lo stage, parte del progetto scuola di giornalismo, è solitamente di breve durata. Non prevede costi per i partecipanti e si svolge nella "Villa della Legalità". I locali ospitano la redazione al piano terra e le camere per il pernottamento al primo piano.

Dettagli sullo stage e la retribuzione

I due stagisti hanno spiegato che il loro stage si è trasformato in un percorso per ottenere l'abilitazione giornalistica. Ciò è avvenuto a seguito di una richiesta specifica di Pino Maniaci. L'impegno richiesto era il trasferimento nella villa confiscata. Dovevano seguire le ultime fasi di un processo per estorsione a carico di Maniaci. In cambio, avrebbero collaborato con la redazione. Maniaci si sarebbe occupato degli adempimenti necessari per il conseguimento del tesserino da pubblicista.

Questo accordo includeva l'attività svolta durante lo stage. Roberto Disma ha realizzato 298 servizi in dodici mesi. Sara Cozzi ne ha realizzati 135 in undici mesi. Per ottenere il tesserino da pubblicista sono richieste 90 pubblicazioni in un biennio. Questi numeri evidenziano l'intensa mole di lavoro. Le giornate lavorative erano di sedici ore, senza riposo settimanale. La retribuzione consisteva in vitto, alloggio e l'impegno a versare la minima sindacale prevista dall'Ordine dei giornalisti: 450 euro lordi a semestre.

L'impegno economico totale annuo per persona ammontava a 900 euro lordi. Tale somma, secondo quanto dichiarato, non sarebbe mai stata versata.

L'inchiesta di Viola

Daniele Viola ha affermato che la sua inchiesta giornalistica è iniziata il 12 novembre scorso. In quella data ha richiesto l'accesso agli atti al Comune di Borgetto. Successivamente, si è recato due volte in prefettura. La sua attività investigativa mira a fare luce sulla gestione dei beni confiscati e sulle attività svolte nella "villa della legalità".

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