La Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha risposto alle critiche sulla sanità isolana, sottolineando la necessità di tempo e di scelte strategiche anziché soluzioni rapide. Ha illustrato i progressi compiuti e i piani futuri per migliorare il sistema sanitario.
La sanità sarda non è in crisi da ieri
La presidente Alessandra Todde ha aperto il suo intervento in Consiglio regionale. Ha risposto a una mozione presentata dal centrodestra. La discussione verteva sulla situazione sanitaria dell'Isola. Todde ha rivendicato la scelta politica di una visione a lungo termine. Ha criticato una precedente stagione di "programmazione assente".
Ha descritto un sistema sanitario frammentato. La medicina territoriale era "solo sulla carta". L'emergenza-urgenza era "costretta a vivere nell'improvvisazione". Questi sono i problemi ereditati dalle gestioni passate. La governatrice ha respinto le accuse di mancanza di direzione chiara. Ha illustrato i cinque pilastri della sua strategia. Questi mirano alla stabilità del sistema sanitario.
Cinque pilastri per la stabilità sanitaria
I pilastri della strategia di Todde includono il rafforzamento dell'assessorato. Prevede anche la centralizzazione dei processi decisionali. Un altro punto è l'aumento delle piante organiche del personale sanitario. La programmazione pluriennale è fondamentale. Infine, l'integrazione tra ospedale e territorio.
"Non siamo qui per raccontare una sanità perfetta", ha dichiarato Todde. "Ma per dire la verità". La scelta è chiara: passare da una sanità che rincorre i problemi. Si vuole invece una sanità che provi a governarli. Questo cambio di rotta è essenziale per il futuro.
Sul fronte del personale, la presidente ha presentato dati concreti. Questi rappresentano "una linea di lavoro chiara". Tra il 2024 e il 2025 sono stati assunti 1.500 infermieri. Sono arrivati anche 982 dirigenti medici. A questi si aggiungono 943 OSS. È terminata l'era dei medici a gettone. I contratti per i codici maggiori scadranno il 30 giugno 2026. Saranno sostituiti da concorsi strutturati. Si punta a un rafforzamento degli organici nell'emergenza-urgenza.
Accelerazione sui fondi Pnrr e liste d'attesa
Todde ha rivendicato con orgoglio l'accelerazione sui fondi del Pnrr. A dicembre 2025, i cantieri delle Case della Comunità sono passati dal 26% al 94% di attivazione. Gli Ospedali di Comunità hanno raggiunto il 100% degli interventi programmati. Questi dati dimostrano progressi tangibili.
Per quanto riguarda le liste d'attesa, la presidente ha puntato sulla trasparenza. È stata adottata la Piattaforma Nazionale, operativa da gennaio 2025. È stato istituito il Ruas (Responsabile Unico dell'Assistenza Sanitaria). La strategia per l'abbattimento delle attese prevede un piano di investimenti. Questo coinvolge sia il sistema pubblico che quello privato accreditato.
Per il settore pubblico, sono stati stanziati 7,7 milioni di euro per il triennio 2023-2025. Questi fondi sono destinati alle prestazioni aggiuntive degli specialisti. Le liquidazioni sono già avviate. A questi si aggiungono 7,6 milioni di euro programmati nel 2024 per il personale. Circa 2,9 milioni sono già stati liquidati a marzo. Per il privato, dopo aver speso 5,4 milioni di euro nel 2024, la Giunta ha programmato altri 5 milioni di euro per il 2025. Questi serviranno all'acquisto di prestazioni mirate.
Medici nelle aree interne e responsabilità
Un punto fermo della replica ha riguardato il diritto alla salute nelle aree interne. Con il nuovo bando per le sedi disagiate, sono previsti incentivi fino a 3.700 euro mensili. La Giunta punta a colmare il vuoto di medici di medicina generale. Si prevede l'arrivo di circa 100 nuovi medici sul territorio in due anni.
La conclusione di Todde è diretta. "Oggi la Regione ha una direzione", ha precisato. "Questa direzione è fondata su scelte verificabili". La scelta è chiara: operare facendo ciò che è giusto, non ciò che è facile. "Non siamo qui per raccontare una sanità perfetta", ha riassunto la presidente. "Ma per dire la verità".
"Non esistono scorciatoie", ha ribadito Todde. "La sanità sarda ha bisogno di tempo, di stabilità e di scelte coraggiose". La Regione ha deciso di assumersi "fino in fondo questa responsabilità". Questo impegno mira a garantire un sistema sanitario più solido e funzionale per tutti i cittadini.