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Il Tar dell'Umbria ha negato la richiesta di sospensiva riguardo al dimensionamento scolastico a Gubbio. La decisione contrasta con quella presa per Città di Castello, dove la sospensiva era stata invece concessa. L'udienza di merito è fissata per il 12 maggio.

Dimensionamento scolastico: Gubbio senza sospensiva

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Umbria ha emesso una decisione sfavorevole riguardo al dimensionamento scolastico nella città di Gubbio. È stata respinta la richiesta di sospensiva sull'efficacia del decreto dell'Ufficio Scolastico Regionale. Questo provvedimento riguarda la riorganizzazione delle scuole.

La richiesta era stata presentata dal Comune di Gubbio. L'avvocato Stefano Codovini ha rappresentato l'ente. La Gilda insegnanti ha supportato il ricorso come intervento ad adiuvandum. Gli avvocati Mario Bruto Santini Gaggioli e Sergio Gherardelli hanno assistito il sindacato.

I giudici del Tar hanno ritenuto la domanda non meritevole di accoglimento. Hanno riservato ogni valutazione per la fase di merito. Le eccezioni di inammissibilità sollevate dalla difesa erariale sono apparse condivisibili. Queste riguardano la mancata impugnazione di provvedimenti regionali precedenti. In particolare, la DCR n. 86 dell'11 dicembre 2025, che già prevedeva i dimensionamenti per Gubbio.

Gilda insegnanti: "Situazione critica"

La Gilda insegnanti definisce la situazione «molto critica». La coordinatrice provinciale, Patrizia Basili, ha spiegato l'intervento del sindacato. «Siamo intervenuti ad adiuvandum in entrambi i ricorsi», ha affermato. Questo per tutelare gli insegnanti, al di là di letture politiche. La vicenda ha visto un lungo scontro tra Regione e Governo.

Il decreto del commissario ad acta del 27 gennaio ha concluso questa fase. Il provvedimento, ha sottolineato Basili, «smembra due grandi scuole secondarie di primo grado della provincia». Si tratta della Mastrogiorgio-Nelli di Gubbio e della Alighieri-Pascoli di Città di Castello. L'obiettivo è creare istituti comprensivi.

Le criticità denunciate sono gravi. Riguardano la mancanza di un'istruttoria adeguata. Non è stato coinvolto chi vive la scuola quotidianamente. La situazione è critica anche per le scadenze imminenti. Entro il 4 maggio deve essere definito l'organico per l'anno scolastico 2026-2027. L'Ufficio Scolastico Regionale ha fissato al 24 aprile il termine per le domande di trasferimento dei docenti in esubero.

Conseguenze per le scuole e i docenti

Mentre la sospensiva del Tar impone di elaborare gli organici secondo il precedente assetto a Città di Castello, il sistema informativo continua a recepire il nuovo dimensionamento. Questo richiede operazioni manuali da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale. Tali operazioni restano comunque condizionate all'esito del giudizio di merito.

Le difficoltà per docenti e personale non sono terminate. La scuola paga il prezzo di decisioni che le sono estranee. Queste decisioni sono legate a logiche e ambiti diversi, secondo Basili. La vicenda evidenzia le complessità della riorganizzazione scolastica e le sue ripercussioni sul personale docente e sugli studenti.

L'udienza per esaminare nel merito entrambi i ricorsi, quello di Gubbio e quello di Città di Castello, è fissata per il 12 maggio. Si attendono sviluppi significativi per il futuro del dimensionamento scolastico in queste aree dell'Umbria.

Domande e Risposte

Perché il Tar ha respinto la sospensiva per Gubbio ma l'ha concessa per Città di Castello?

Il Tar ha ritenuto che le eccezioni di inammissibilità sollevate dalla difesa erariale fossero condivisibili per Gubbio. Queste riguardavano la mancata impugnazione di provvedimenti regionali precedenti. Per Città di Castello, la situazione o le argomentazioni presentate potrebbero essere state diverse, portando a una decisione differente in fase cautelare.

Quali sono le principali criticità denunciate dalla Gilda insegnanti riguardo al dimensionamento scolastico?

La Gilda insegnanti denuncia la mancanza di un'istruttoria adeguata che coinvolga gli operatori scolastici. Sottolinea inoltre la gravità dello smembramento di istituti esistenti e le difficoltà legate alle scadenze per la definizione degli organici e i trasferimenti dei docenti.

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