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Un uomo di 44 anni di Corridonia è stato rinviato a giudizio. È accusato di maltrattamenti e minacce gravi verso la compagna, anche in presenza dei figli. I fatti contestati coprono un arco temporale di diversi anni.

Maltrattamenti e minacce in famiglia a Corridonia

Un uomo di 44 anni residente a Corridonia dovrà affrontare un processo. È stato formalmente rinviato a giudizio. Le accuse mosse nei suoi confronti riguardano gravi episodi di maltrattamento. Questi fatti si sarebbero verificati nel corso di diversi anni. Il periodo contestato va dal 2020 fino al 29 luglio 2024.

La Procura ha ricostruito una serie di condotte vessatorie. L'uomo avrebbe sottoposto la compagna a continui maltrattamenti. Questi episodi sarebbero avvenuti anche davanti ai due figli della coppia. Le azioni contestate includono minacce verbali e offese continue. La donna avrebbe subito un clima di terrore e umiliazione.

Frasi offensive e minacce di morte

Le parole pronunciate dall'uomo sarebbero state particolarmente dure. Si riportano frasi come «non ti vedi come sei diventata?». Altre offese includono «fai schifo». Viene anche citato un commento sui suoi denti: «perché non ti vai a sistemare i denti». Queste espressioni denotano un profondo disprezzo.

Ancora più gravi sono le minacce dirette. In più occasioni, l'uomo avrebbe pronunciato frasi come «ti ammazzo». Altre minacce riportate sono «ti strozzo» e «ti strangolo». Queste parole creano un clima di forte paura per l'incolumità della donna. Le minacce sono state ritenute sufficientemente gravi per giustificare il rinvio a giudizio.

Aggressioni fisiche e danni materiali

Oltre alle minacce, sono state contestate anche aggressioni fisiche. In almeno due circostanze, l'uomo avrebbe spinto la compagna con violenza. Queste spinte, definite «spallate», sarebbero avvenute mentre lei teneva in braccio i figli. In un caso, la donna sarebbe caduta a terra a causa della spinta. Le mani dell'uomo sarebbero state strette intorno al collo della donna. Questo sarebbe accaduto mentre lei teneva in braccio la figlia piccola. In un'altra occasione, la donna sarebbe stata bloccata contro un muro.

Un episodio specifico riguarda un danno materiale. Il 23 maggio 2021, l'uomo avrebbe colpito con un pugno il parabrezza di un'auto aziendale. All'interno del veicolo si trovavano la compagna e i bambini. L'impatto ha danneggiato il vetro dell'auto. Questo gesto dimostra un'escalation della violenza.

L'ultimo episodio e il rinvio a giudizio

L'ultimo fatto contestato risale al 29 luglio 2024. L'uomo si sarebbe recato sul luogo di lavoro della compagna. La motivazione addotta era la ricerca di alcuni suoi effetti personali. Durante la discussione, avrebbe afferrato la donna per il collo. L'avrebbe poi spinta con forza contro il portellone di un'automobile. Questo episodio ha segnato un punto di non ritorno.

L'udienza preliminare si è tenuta presso il tribunale di Macerata. Il pubblico ministero Rosanna Buccini ha sostenuto l'accusa. La decisione del giudice è stata netta: l'uomo è stato rinviato a giudizio. Il processo inizierà il prossimo 4 marzo 2027. Il caso sarà trattato dal giudice Federico Simonelli.

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