Cinque attivisti ambientali affronteranno il giudizio per aver imbrattato il Tribunale di Ancona. L'atto avvenne durante il G7 Salute del 2024. Il processo inizierà a gennaio.
Attivisti a processo per imbrattamento tribunale
Cinque attivisti di Ultima Generazione dovranno rispondere del reato di imbrattamento. L'azione giudiziaria riguarda un episodio avvenuto il 9 ottobre 2024. In quella data, il Tribunale di Ancona fu imbrattato con vernice nera. La Procura ha concluso le indagini preliminari a febbraio. Successivamente, è stata fissata un'udienza predibattimentale. Quest'ultima si è svolta nei giorni scorsi.
Gli imputati non hanno richiesto riti alternativi. Pertanto, il processo seguirà il rito ordinario. La giudice incaricata è Alessandra Alessandroni. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 13 gennaio. Gli imputati sono un uomo di 66 anni e una donna di 67 anni, entrambi residenti ad Ancona. Sono considerati figure di spicco del movimento per il clima. Altri imputati sono un giovane di 26 anni di Fano. Vi sono anche una giovane donna di 26 anni proveniente dalla Calabria e una di 24 anni dal Molise.
Accuse e dettagli dell'imbrattamento
L'accusa principale per tutti gli imputati è il deturpamento e l'imbrattamento di un immobile di interesse storico e architettonico. Ai due residenti di Ancona viene contestata anche la manifestazione non autorizzata. L'episodio si verificò la mattina del 9 ottobre 2024. Il gruppo di attivisti si posizionò all'ingresso del Palazzo di Giustizia. Utilizzarono vernice nera per sporcare il portone e le pareti esterne ed interne. I segni dell'imbrattamento sono ancora visibili. La protesta avvenne senza preavviso alla Questura. Questo accadde mentre Ancona ospitava il G7 Salute presso la Mole Vanvitelliana.
A seguito dei fatti, il questore ha emesso due avvisi orali. Questi sono stati indirizzati ai due attivisti residenti ad Ancona. Ai tre attivisti non residenti è stato notificato un foglio di via obbligatorio. Questo impone il divieto di rientro nel Comune di Ancona fino al 2027. Gli imputati sono assistiti legalmente dagli avvocati Giacomo Curzi e Francesco Rubini. La loro difesa preparerà le argomentazioni per il processo che inizierà a gennaio.
Contesto della protesta e provvedimenti
L'azione degli attivisti di Ultima Generazione si inserisce nel contesto delle proteste per il clima. L'imbrattamento del Tribunale di Ancona è avvenuto in un momento di particolare attenzione mediatica per la città. La presenza del G7 Salute ha amplificato la risonanza dell'evento. La scelta di colpire un edificio pubblico di tale importanza simbolica mira a richiamare l'attenzione sulle tematiche ambientali. La vernice nera utilizzata ha lasciato un segno visibile, testimonianza dell'atto di protesta. Le autorità hanno risposto con provvedimenti mirati.
Gli avvisi orali e i fogli di via rappresentano misure cautelative e punitive. Il divieto di rientro nel Comune per alcuni attivisti sottolinea la gravità attribuita all'azione. Il processo ordinario che inizierà a gennaio servirà a chiarire le responsabilità. La giudice Alessandroni dovrà valutare le prove presentate dall'accusa e dalla difesa. La vicenda solleva interrogativi sul bilanciamento tra diritto di protesta e tutela del patrimonio pubblico. La comunità di Ancona attende gli sviluppi di questo caso giudiziario.
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