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Il Museo del Grano a Gagliano Aterno ha riaperto le sue porte dopo un lungo restauro post-sisma. L'inaugurazione segna un passo importante per la rinascita culturale e sociale del borgo.

Riapertura museo del grano a Gagliano Aterno

Il **Museo del Grano** di **Gagliano Aterno** ha riaperto al pubblico. La struttura era chiusa per lavori di ristrutturazione. Questi interventi si sono resi necessari a causa dei danni subiti dal sisma del 2009. La riapertura è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità locale.

Il sindaco, **Luca Santilli**, ha espresso la sua soddisfazione per questo importante traguardo. Ha sottolineato come la riapertura si inserisca in un più ampio progetto di rinascita. Questo progetto sta interessando il borgo negli ultimi anni. **Gagliano Aterno** ha ricevuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Storia e significato del museo

Il museo è profondamente legato alla storia agricola della **Valle Subequana**. Quest'area era storicamente caratterizzata da piccoli latifondi. Le proprietà appartenevano ai feudatari del **Castello di Gagliano**. Essi possedevano le maggiori estensioni di terreni coltivati a grano. La zona è stata a lungo definita il “granaio” del territorio.

Il Museo del Grano è stato istituito nel 2002. La sua creazione è frutto della collaborazione tra il Comune e il Centro di Documentazione Etnografica. La sede del museo si trova negli spazi di un antico mulino. L'istituzione è riconosciuta ufficialmente dalla Regione Abruzzo. Rappresenta una realtà unica nel suo genere in Abruzzo.

Nuovo allestimento e reperti

L'Associazione **Civitas Superequani**, guidata dal presidente **Massimo Santilli**, ha curato il nuovo allestimento. Hanno collaborato le operatrici del Servizio Civile. Anche la comunità locale ha partecipato attivamente alla valorizzazione del patrimonio. Il contributo di tutti è stato fondamentale per il successo del progetto.

Tra i beni esposti si trovano gli impianti originali di un antico mulino. Questi sono realizzati in legno, metallo e muratura. L'opificio apparteneva a Donato Giangregorio di Castelvecchio Subequo. Fu trasferito a **Gagliano Aterno** alla fine degli anni Venti del Novecento. Il mulino è stato restaurato perfettamente. È arricchito da arnesi e utensili legati alla lavorazione del grano.

Percorso museale e didattica

Il percorso museale accompagna i visitatori in un viaggio nella memoria collettiva. Sono esposti reperti e immagini d'epoca. Questi raccontano le diverse fasi della lavorazione del grano. Si parte dalla semina, passando per la mietitura e la trebbiatura. Si arriva alla macinazione e alla produzione di pane e pasta. Questi alimenti sono elementi centrali della civiltà contadina.

Il museo si propone come luogo di memoria vivente. Non ci sono solo oggetti, ma ambienti autentici. Sono stati restituiti senza alterazioni. Testimoniano il lavoro e la fatica dell'uomo. Uno spazio fotografico è dedicato alla vita nei campi. Qui è stato installato un totem touch-screen interattivo. Proietta il documentario *“Dal seme alla Solina”* di Attilio Valeri.

Attività didattiche e futuro del borgo

Particolare attenzione è dedicata alle attività didattiche. Sono previste visite per le scuole. I bambini e i ragazzi potranno osservare le tecniche tradizionali di produzione della pasta. Le donne del paese trasmettono saperi e tradizioni. Si concentrano su specialità locali come taccòzze, sagnétte, vularèlle e quéjéte. Viene insegnata anche la preparazione del pane di grano Solina.

La riapertura del museo si inserisce in un più ampio processo di rivitalizzazione. La comunità di **Gagliano Aterno** sta vivendo una fase positiva. Sono arrivati nuovi residenti. Sono nate nuove attività economiche e sociali. Un forno artigianale aprirà a breve. Questo dimostra la vitalità del borgo.

Finanziamenti e ricostruzione

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato numerose autorità. Tra queste, il dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, **Enrico Bianchi**. L'intervento di recupero è stato gestito dal Comune in sinergia con l’USRC. È stato finanziato con Delibera CIPE n. 135/2012. L'importo supera i 200mila euro.

I lavori sono iniziati nell'ottobre 2021. Si sono conclusi nel maggio 2023. Hanno riguardato la riqualificazione strutturale dell'edificio. È stata realizzata una nuova ossatura in acciaio. Le fondazioni sono in cemento armato. Questo garantisce l'adeguamento agli attuali standard di sicurezza sismica. La sicurezza è stata una priorità.

Dichiarazioni e prospettive

«La restituzione del Museo del Grano alla comunità rappresenta molto più di un intervento edilizio», ha dichiarato **Enrico Bianchi**. «È un segno concreto della volontà di ricostruire il tessuto sociale e identitario». Ha aggiunto che luoghi come questo rafforzano il senso di appartenenza. Diventano spazi vivi di condivisione. Possono generare nuove prospettive di sviluppo locale. L'inaugurazione segna un nuovo passo nel percorso di rinascita. Valorizza un intero territorio.

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