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Il Molino Colombo di Paderno d’Adda, un'istituzione dal 1882, affronta una grave minaccia alla sua sopravvivenza. La costruzione di un nuovo ponte rischia di isolare l'accesso all'antico stabilimento, mettendo a repentaglio 23 posti di lavoro e un simbolo del Made in Italy.

Accesso al molino a rischio per lavori ponte

L'antico Molino Colombo, attivo dal 1882 a Paderno d’Adda, si trova di fronte a una nuova sfida. Questo storico stabilimento, pioniere dell'energia elettrica in Italia, ha superato guerre, crisi economiche e pandemie. Ora, la costruzione di un nuovo ponte minaccia la sua esistenza.

L'unica via di accesso al molino sarà probabilmente interdetta a causa dei cantieri. Questi lavori sono propedeutici alla realizzazione del nuovo manufatto che, dal 2030, sostituirà l'attuale San Michele.

L'amministratore delegato, Andrea Ottolina, esprime forte preoccupazione. «Sarà necessario creare un nuovo ingresso», afferma. Questo comporterà una radicale modifica del layout per la ricezione delle merci. L'investimento richiesto supera il milione e mezzo di euro. Una cifra che l'azienda considera «improponibile».

Aumento traffico e costi per il Molino Colombo

Il nuovo ponte porterà con sé un drastico aumento del traffico nella zona. Si stima un incremento fino al 240%. Questo si tradurrà in maggiori costi indiretti per raggiungere il molino. La situazione mette a rischio 23 dipendenti diretti e altrettanti dell'indotto.

Il Molino Colombo rappresenta una delle attività industriali più antiche del settore. È un marchio di eccellenza del Made in Italy. Per questo motivo, l'azienda ha aderito alla rete Occhio al ponte. Questa rete riunisce circa 250 realtà tra cittadini, associazioni, comitati e gruppi comunali.

L'obiettivo comune è chiedere lo spostamento del nuovo ponte. Si auspica una soluzione alternativa per il manufatto a doppia corsia e doppio binario.

Preoccupazioni per l'ambiente e il patrimonio

Le preoccupazioni non riguardano solo l'aspetto economico e lavorativo. Il nuovo ponte potrebbe compromettere il vecchio San Michele. Quest'ultimo era destinato a diventare patrimonio dell'umanità. Inoltre, si teme che il nuovo manufatto deturpi la valle dell’Adda.

Il sito scelto per la costruzione insiste su un territorio geologicamente fragile, con una frana in attività. Si prevede un peggioramento della qualità della vita per chi vive e lavora nell'area. L'amministratore Ottolina sottolinea l'importanza di un collegamento tra le province di Lecco e Bergamo, motori economici della Lombardia.

Tuttavia, «non si può adottare una soluzione al ribasso solo per spendere meno», dichiara Ottolina. Il futuro di questa parte della regione, per il prossimo secolo, dipenderà da questo progetto. È necessaria una visione ampia e una collocazione adeguata del nuovo ponte.

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