Le indagini sull'omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa proseguono. La difesa di Eduard Alin Carutasu sostiene che un calcio sferrato dal suo assistito non sia stato la causa della morte.
Nuovi dettagli dall'interrogatorio
Le indagini sulla tragica morte di Giacomo Bongiorni, 47 anni, continuano. L'uomo è deceduto a Massa dopo un'aggressione in piazza Felice Palma. L'episodio è avvenuto sotto gli occhi della compagna e del figlio di undici anni. Cinque persone sono attualmente indagate per concorso in omicidio volontario. Tra loro, due maggiorenni in carcere e tre minorenni. Le accuse includono anche la rissa aggravata.
Tra i fermati maggiorenni figura Eduard Alin Carutasu, 19enne residente a Massa. Il suo legale, l'avvocato Enzo Frediani, ha presentato la versione del ragazzo. Questa è emersa durante l'interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari.
La versione della difesa
Secondo la ricostruzione difensiva, Carutasu non avrebbe contribuito direttamente alla morte di Bongiorni. Non avrebbe avuto un ruolo causale nell'esito fatale. Il 19enne avrebbe inizialmente avuto uno scontro fisico. Questo sarebbe avvenuto con il cognato della vittima e un altro indagato. Successivamente, il giovane avrebbe notato un amico minorenne in difficoltà. A quel punto, sarebbe intervenuto per prestargli soccorso.
Durante questo intervento, l'amico minorenne sarebbe riuscito a far cadere Bongiorni a terra. È in quel momento che Carutasu avrebbe sferrato un calcio alla testa della vittima. Il ragazzo stesso ha descritto il gesto come dettato dalla rabbia. L'avvocato Frediani ha definito il colpo «modesto». Ha aggiunto che è stato dato mentre il suo assistito si allontanava con gli altri. Non avrebbe avuto un effetto mortale.
«Non è un calcio dato per far male, né per uccidere, né per ferire», ha dichiarato l'avvocato. Ha specificato che si trattava di un calcio «di piatto». Era più un'espressione di rabbia che un'intenzione lesiva. Le immagini di videosorveglianza mostrerebbero la vittima cadere improvvisamente. Questo sarebbe avvenuto a causa di pugni e del calcio.
Contestazione del calcio e aggravanti
La difesa sostiene che il calcio non abbia avuto un'efficacia causale nella morte di Bongiorni. Il medico legale incaricato dalla difesa suggerisce che il colpo non fosse particolarmente potente. Potrebbe essere che la vittima fosse già in condizioni critiche o deceduta a causa di altri colpi ricevuti. «Una cosa bruttissima, ma probabilmente non decisiva», ha commentato l'avvocato Frediani.
Inoltre, il legale contesta l'aggravante dei futili motivi. Sostiene che intervenire in aiuto di un amico non possa essere considerato un motivo futile. Riguardo al pericolo di fuga, l'avvocato ha evidenziato che Carutasu risiede in Italia da tempo. Non ci sarebbero quindi elementi per giustificare il suo mantenimento in custodia cautelare. Le telecamere di sorveglianza della piazza avrebbero documentato diverse fasi dello scontro.
Intervento del Ministro Piantedosi
Nel frattempo, il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, è intervenuto sul caso. Ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima. Ha sottolineato la necessità di una riflessione sulla crescente violenza giovanile. Le sue parole sono giunte durante un question time alla Camera. L'episodio ha suscitato profonda commozione in città. Migliaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata in memoria di Bongiorni. Si sono levati appelli contro la violenza gratuita.
Le indagini, coordinate dalle Procure di Massa e per i Minorenni di Genova, proseguono. Si attendono i risultati dell'autopsia e gli esiti degli interrogatori di garanzia. L'obiettivo è chiarire le esatte dinamiche, i ruoli di ciascun indagato e la causa precisa del decesso. Si cerca di determinare se sia dovuta ai colpi diretti o a un possibile trauma da caduta.