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La Femca Cisl lancia un forte allarme per il distretto ceramico modenese, prevedendo un'estate 2026 critica per l'approvvigionamento di gas. Il sindacato chiede protezione per lavoratori e imprese di fronte a costi e rischi crescenti.

Preoccupazione per le scorte di gas nel 2026

L'estate del 2026 si profila come un periodo cruciale per il distretto ceramico modenese. La Femca Cisl Emilia Centrale lancia un grido di allarme, definendo la prossima estate una vera e propria «battaglia». L'obiettivo primario sarà garantire adeguate scorte di gas negli impianti di stoccaggio. Questo permetterà di affrontare l'inverno con maggiore sicurezza. Il sindacato chiede una protezione totale per questo settore. Non si può accettare che i lavoratori e le imprese debbano sostenere nuovi costi e affrontare rischi aggiuntivi. La dichiarazione arriva da Massimo Muratori, leader della Femca Cisl Emilia Centrale. Il distretto ceramico modenese è fondamentale per l'Italia. Rappresenta l'87% della produzione nazionale. Impiega ben 14.800 addetti. La sua sopravvivenza dipende strettamente dall'approvvigionamento di gas.

Richiesta di monitoraggio costante e trasparenza

Il sistema produttivo ceramico non può funzionare senza un costante apporto di gas. Per questo motivo, il sindacato intende presentare una richiesta formale a Confindustria Ceramica. Si chiede l'istituzione di un cruscotto periodico di monitoraggio. Questo strumento dovrà fornire dati aggiornati su stoccaggi, prezzi del gas e coperture contrattuali. Sarà fondamentale analizzare anche i possibili riflessi sull'occupazione. Si monitoreranno i turni di lavoro e i livelli di produzione. Il sindacato vuole garantire la massima trasparenza. L'obiettivo è anticipare e gestire eventuali criticità. La collaborazione con le associazioni di categoria è vista come essenziale. Permetterà di tutelare al meglio gli interessi dei lavoratori e delle imprese del settore.

Scenario complesso tra emergenza e costi

La situazione attuale è descritta come una «tempesta perfetta». Lo scenario globale, sebbene mitigato da una tregua internazionale, presenta diverse criticità. Gli stoccaggi di gas sono sotto le attese. I consumi potrebbero ridursi. Il piano del Mase (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) prevede, in caso di emergenza, la possibilità di interrompere le forniture ai grandi consumatori. Questo avverrebbe solo dopo l'esaurimento delle misure di mercato. Una combinazione di meno gas disponibile e un inverno rigido sarebbe estremamente dannosa. A questo si aggiungono i costi elevati delle bollette energetiche. Il boom energetico potrebbe causare extracosti per 180 milioni di euro alle imprese ceramiche italiane. Inoltre, il mercato sta attraversando una fase di rallentamento. La tassa europea sulle emissioni di CO2, gli Ets, rappresenta un ulteriore onere finanziario significativo.

Impatto sull'occupazione e produzione

La crisi di mercato sta già avendo ripercussioni concrete sul territorio. Nella bassa modenese e nel cuore del distretto ceramico, almeno 10 aziende hanno già fatto ricorso alla cassa integrazione. Fonti imprenditoriali segnalano che diverse altre imprese starebbero valutando la possibilità di prolungare il tradizionale periodo di fermo dei forni. Questo stop avviene solitamente nel mese di agosto. La situazione di incertezza sull'approvvigionamento di gas e sui costi energetici sta mettendo a dura prova la resilienza del settore. La Femca Cisl ribadisce l'urgenza di interventi mirati. Si chiede un impegno concreto per salvaguardare la stabilità occupazionale e la continuità produttiva. Il futuro del distretto ceramico modenese è a rischio. È necessaria un'azione congiunta e decisa per superare questa fase critica.

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