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Un nuovo focolaio di dermatite bovina è stato identificato nel sud Sardegna, precisamente a Muravera. La malattia, che si credeva debellata, colpisce 5 capi, di cui 4 deceduti. Le autorità sanitarie hanno attivato protocolli di emergenza per contenere la diffusione.

Ricompare la dermatite bovina nel sud Sardegna

La dermatite nodulare contagiosa dei bovini, nota anche come Lumpy Skin Disease, è riapparsa in Sardegna. Un nuovo focolaio è stato segnalato nel territorio di Muravera, nel sud dell'isola. Questo rappresenta l'unico caso registrato in Italia per l'anno 2026 fino ad ora.

La notizia è emersa dal Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario. L'Istituto zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo, centro di riferimento nazionale, ha confermato la scoperta. Le prime analisi sembrano aver dato esito positivo, confermando la presenza del virus.

Cinque animali coinvolti e misure di emergenza

Il focolaio ha interessato cinque capi di bestiame. Purtroppo, quattro di questi animali sono deceduti a causa della patologia. L'allevamento colpito ospita un totale di 148 capi. La situazione ha innescato immediatamente uno scenario di massima emergenza sanitaria.

Sono state attivate tutte le misure previste dai protocolli sanitari vigenti. È stata istituita una zona di protezione entro un raggio di 25 km dal focolaio. Una zona di controllo è stata estesa fino a 50 km.

Blocco delle movimentazioni e impatto sugli allevatori

Le autorità hanno imposto il blocco delle movimentazioni di bestiame. Sono state introdotte restrizioni severe e controlli rafforzati per prevenire la diffusione del contagio. L'abbattimento dell'intera mandria nell'allevamento sede del focolaio è una delle misure previste.

Questa decisione avrà conseguenze devastanti per l'allevatore coinvolto. Il Centro Studi Agricoli, tramite Tore Piana, ha definito la situazione una «tragedia annunciata». La patologia colpisce ancora una volta il settore zootecnico sardo, già provato da emergenze sanitarie e ritardi amministrativi.

Il Centro Studi Agricoli denuncia un grave ritardo nei pagamenti degli indennizzi. La Regione non avrebbe ancora saldato i compensi dovuti agli allevatori per la mancata movimentazione subita l'anno precedente. Questi allevatori, pur avendo rispettato le regole e subito danni ingenti, rischiano ora di essere travolti nuovamente senza certezze economiche.

Appello per un innalzamento dei controlli

Di fronte a questa nuova emergenza, è stato lanciato un appello pubblico. Si sottolinea l'indispensabilità di alzare immediatamente il livello di controllo e guardia sanitaria. È necessario rafforzare le verifiche negli allevamenti, nei trasporti e nei territori a rischio.

Si chiede l'adozione senza esitazioni di tutte le misure necessarie. L'obiettivo è arginare e bloccare la diffusione di questa malattia disastrosa. La tempestività d'azione è fondamentale per limitare i danni.

La storia della dermatite bovina in Sardegna

Il virus della dermatite bovina era comparso per la prima volta in Sardegna nel giugno del 2025. Il focolaio iniziale era stato individuato in un allevamento del Nuorese. Le restrizioni sanitarie erano state allentate ai primi di gennaio dell'anno corrente.

Questo era avvenuto dopo l'estinzione degli ultimi focolai residui. La riapparizione del virus a Muravera segna un preoccupante ritorno della patologia, vanificando gli sforzi fatti per debellarla.

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