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Parma si afferma come centro d'eccellenza globale nella produzione di terapie oncologiche avanzate. L'evento "Innovaction" ha sottolineato l'importanza strategica dell'industria farmaceutica italiana, evidenziando le sfide legate all'accessibilità dei farmaci innovativi e la necessità di semplificare i processi autorizzativi.

Innovazione farmaceutica e accessibilità

L'accessibilità ai farmaci più recenti rappresenta una priorità sanitaria. Questa non è solo una questione medica. Diventa anche un motore per l'economia, l'industria e la geopolitica. Questo messaggio è emerso chiaramente durante l'evento "Dialoghi sull’Innovazione accessibile – Innovaction". L'incontro è stato promosso da Adnkronos e GSK, con il patrocinio di Farmindustria.

L'industria farmaceutica italiana occupa una posizione di rilievo in Europa. Si posiziona subito dopo la Germania. Conta 411 aziende attive. Genera un valore di produzione di 56 miliardi di euro. L'impatto occupazionale è notevole. Coinvolge circa un milione di lavoratori. Questo settore contribuisce significativamente allo sviluppo nazionale. Ogni euro investito in salute genera un ritorno tra i due e i quattro euro sul PIL.

Lo stabilimento GSK di Parma: un polo d'eccellenza

Lo stabilimento GSK di Parma è un esempio concreto di innovazione. Qui si sviluppano tecnologie all'avanguardia. La produzione include anticorpi monoclonali coniugati a farmaco (ADC). Vengono anche realizzati anticorpi monoclonali e farmaci di sintesi chimica. Il sito ospita un laboratorio bioanalitico. Effettua controlli di qualità sui farmaci biologici. Questi sono destinati alla distribuzione nell'Unione Europea.

«I progressi in medicina sono entusiasmanti, specialmente in oncologia», ha dichiarato Maria Sofia Rosati, Direttore medico di Gsk Italia. «Un esempio è il farmaco per il mieloma multiplo, belantamab mafodotin. Viene prodotto nello stabilimento GSK di Parma e distribuito globalmente». Il farmaco agisce legandosi alle cellule tumorali. Rilascia al loro interno un potente agente chemioterapico. «Siamo orgogliosi di essere stati pionieri nello sviluppo di un ADC come belantamab mafodotin», ha aggiunto Rosati.

Lo stabilimento di Parma fa parte di un importante distretto europeo. Questo distretto è focalizzato sulla salute farmaceutica e biomedicale. Comprende quattro università e cinque istituti di ricerca. Il sistema integra pubblico e privato in modo completo.

Semplificazione e accesso ai farmaci

La Regione Emilia Romagna contribuisce in modo sostanziale. Lo fa grazie alla qualità della sua industria sanitaria. Supporta anche la forza del sistema sanitario regionale. Lo ha affermato Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia Romagna. «L'innovazione in sanità genera valore solo se si traduce in accesso reale», ha sottolineato. «Chiediamo un sistema meno burocratico. Deve essere più orientato alle esigenze dei cittadini».

«Tre livelli di approvazione per un farmaco sono insostenibili», ha continuato de Pascale. Si riferisce ai processi europei, nazionali e regionali. «Un controllo rigoroso è necessario, ma non può essere triplicato. La semplificazione è quindi indispensabile». Il confronto europeo evidenzia la Francia. È considerata più strutturata nell'assicurare l'accesso ai farmaci innovativi. L'approvazione avviene in circa 80 giorni. In Italia, il tempo medio di accesso è di 424 giorni. Questo dato evidenzia la necessità di accelerare e semplificare.

Il ruolo di GSK e le riforme in atto

Antonino Biroccio, Presidente e General Manager di GSK Italia, considera GSK un'azienda nazionale. «La ricerca e la produzione sono in Italia», ha spiegato. «Un terzo del fatturato deriva dall'export in oltre cento Paesi. Gli investimenti in ricerca e produzione sono continui». «Per fare un ulteriore passo avanti», ha aggiunto Biroccio, «è necessario riconoscere e premiare l'innovazione accessibile». Questo porta benefici simultanei per la salute dei cittadini e la competitività del Paese. Si riduce il carico di malattia e si migliora la qualità della vita. Aumenta la produttività e si stimola la crescita.

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano, nato nel 1978, necessita di aggiornamenti. Le esigenze attuali sono diverse. L'innovazione terapeutica è più rapida e preponderante. «È necessaria una semplificazione del sistema», ha ribadito Biroccio. L'Italia sta procedendo in questa direzione. È in corso una riforma del comparto farmaceutico. È stato presentato un disegno di legge delega al Governo. L'obiettivo è creare un Testo Unico della legislazione farmaceutica.

«L'obiettivo è superare la frammentazione normativa accumulata nel tempo», ha spiegato Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute. Si vuole andare oltre i Regi Decreti del 1934 e gli emendamenti recenti. I principi del nuovo Testo Unico includono un migliore accesso ai farmaci. Particolare attenzione sarà data ai pazienti con patologie rare, croniche o invalidanti. Sarà garantita la piena interoperabilità tra i sistemi informativi sanitari. Verrà digitalizzata la prescrizione e la dispensazione. Le farmacie territoriali saranno valorizzate con servizi di telemedicina e prevenzione.

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