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Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei di Fratelli d'Italia solleva dubbi sulla gestione delle liste d'attesa e delle spese sanitarie in Umbria. Le sue interrogazioni mirano a chiarire l'impatto delle nuove direttive sull'efficienza e la qualità delle cure.

Liste d'attesa sanitarie sotto esame

Il consigliere regionale Matteo Giambartolomei, esponente di Fratelli d'Italia, ha presentato una doppia interrogazione all'Assemblea Legislativa dell'Umbria. L'oggetto del dibattito riguarda le recenti modifiche ai tempi delle prestazioni ambulatoriali per la dirigenza medica e sanitaria. Queste variazioni sono state introdotte presso l'Azienda Usl Umbria 1. Giambartolomei ha espresso preoccupazione per la potenziale pericolosità e inopportunità di tali decisioni. Ha sottolineato come le principali sigle sindacali della dirigenza medica abbiano formalmente denunciato una rimodulazione unilaterale dei tempari. La modifica impone una significativa compressione del tempo dedicato all'atto clinico. L'obiettivo dichiarato sarebbe quello di incrementare il volume delle prestazioni. Questo, nella speranza di abbattere le lunghe liste d'attesa.

La denuncia è stata inoltrata anche all'assessorato regionale. L'intersindacale medica regionale ha richiesto un'urgente convocazione. La richiesta segue la modifica unilaterale delle agende di prenotazione delle prestazioni specialistiche. Giambartolomei evidenzia come questa compressione temporale contrasti con il Codice di deontologia medica. Tale codice tutela l'autonomia professionale. Garantisce la necessità di tempi adeguati «secondo scienza e coscienza». Inoltre, si scontra con il Ccnl 2019-2021. Quest'ultimo mira a valorizzare la qualità assistenziale rispetto a logiche puramente quantitative. La mancanza di un tempo congruo per l'anamnesi e la pianificazione terapeutica aumenta il rischio clinico sistemico. Si teme anche un potenziale aumento del contenzioso legale.

Risposta della presidente Proietti

La presidente dell'Assemblea Legislativa, Stefania Proietti, ha replicato alle preoccupazioni sollevate. Ha definito l'intervento una misura di carattere organizzativo. L'obiettivo è migliorare l'efficienza complessiva del sistema sanitario. Ha assicurato che la misura non incide sull'autonomia e sulla responsabilità professionale del medico. Questi aspetti rimangono garantiti nel rispetto dei principi deontologici e della normativa vigente. Non si ravvisa, secondo Proietti, alcuna compressione dell'atto clinico. Si tratta invece di un'azione necessaria e responsabile. Mira a garantire un migliore equilibrio tra domanda e offerta sanitaria. I tempi individuati costituiscono solo parametri medi di riferimento per la costituzione delle agende di prenotazione.

Interrogazione sui tetti di spesa sanitaria

Giambartolomei ha inoltre sollevato questioni relative ai tetti di spesa sanitaria. Ha espresso critiche sulla scelta politica di imporre tali limitazioni. La limitazione della mobilità sanitaria rischia di creare insostenibili «dogane sanitarie». Questo potrebbe portare a una sanità a due velocità. Il cittadino con disponibilità economica potrebbe continuare a curarsi dove preferisce, pagando di tasca propria. Il cittadino meno abbiente rimarrebbe invece «sequestrato» in liste d'attesa locali. Il Piano stesso definisce queste liste ancora critiche.

Anche in questo caso, la presidente Proietti ha fornito una replica. Ha spiegato che questi accordi sono strumenti per individuare meccanismi di controllo. Servono a contrastare comportamenti non coerenti con gli obiettivi di programmazione degli erogatori. Questo avviene attraverso la definizione di tetti di attività condivisi. Il modello prevede controlli di qualità e appropriatezza delle prestazioni fornite nei diversi territori. L'obiettivo è evitare fenomeni distorsivi. Gli accordi, ha precisato Proietti, non penalizzano i pazienti. Al contrario, puntano a rendere il sistema più efficiente. Un'attenta analisi dei flussi ha evidenziato elevati volumi di mobilità passiva per le prestazioni ad alta complessità. Si è notata anche una maggiore attrazione per la media complessità.

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