Lavoratori della centrale Enel del Sulcis chiedono garanzie occupazionali concrete alla politica locale e nazionale. La dismissione del carbone minaccia circa 350 posti di lavoro senza risposte certe. I sindacati minacciano mobilitazioni.
Futuro incerto per i lavoratori ex Enel
Si è tenuta un'assemblea dei lavoratori della centrale Enel di Portovesme. L'obiettivo è ottenere garanzie occupazionali. La dismissione del carbone crea forte preoccupazione per il futuro. I sindacati Fiom e Uilm del Sulcis hanno espresso la loro inquietudine. Hanno sottolineato la mancanza di risposte concrete.
La discussione attuale con il Governo riguarda la guerra. Si parla di allungare i tempi del phase-out. Un'altra opzione è la chiusura completa dell'impianto. I sindacalisti vogliono sapere come verranno ricollocati i circa 350 lavoratori. Questi perderanno il loro impiego a causa della transizione energetica.
Richieste ignorate da Regione e Governo
Le richieste di chiarimenti sono state inoltrate sia alla Regione Sardegna che al Ministero. Tuttavia, non sono mai arrivate risposte soddisfacenti. Questa è la seconda assemblea sindacale. La settimana precedente si era tenuta un'analoga riunione alla Portovesme Srl. La situazione resta critica.
La prossima settimana si terrà un'assemblea per i lavoratori ex-Alcoa. Saranno coinvolti anche i lavoratori in mobilità. Dopo queste riunioni, si prevede un'assemblea pubblica. L'intento è sensibilizzare ulteriormente la politica regionale. I sindacati ritengono che la politica locale non stia prendendo una posizione chiara nei confronti del Governo centrale.
Minaccia di mobilitazione al Ministero
I rappresentanti sindacali stanno pianificando una mobilitazione. Questa iniziativa si svolgerà presso il Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La decisione è motivata dalla mancata convocazione di un tavolo sull'ex Alcoa. Il ministro Urso non ha ancora fissato un incontro. Questo nonostante gli impegni presi in precedenza.
I lavoratori attendono risposte concrete da tempo. Nonostante le promesse fatte, anche dal ministro, la situazione rimane irrisolta. La pazienza dei lavoratori è al limite. Si prospettano azioni di protesta per ottenere le dovute garanzie.
Domande frequenti
Cosa chiedono i lavoratori della centrale Enel del Sulcis?
I lavoratori chiedono garanzie occupazionali concrete per il futuro, dato che la dismissione del carbone porterà alla perdita di circa 350 posti di lavoro.
Quali azioni intendono intraprendere i sindacati?
I sindacati hanno organizzato assemblee con i lavoratori e pianificano una mobilitazione presso il Mimit, se non verranno fornite risposte adeguate dalla politica.