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Risolto "cold case" omicidio di imprenditore a Taranto

Taranto - I Carabinieri del Comando Provinciale hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due uomini. Sono accusati di un omicidio avvenuto nel 2013, aggravato da premeditazione e metodo mafioso.

L'operazione, denominata "Eco di Sangue", è il risultato di un'indagine complessa. Ha visto la collaborazione tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e la Procura di Taranto. L'indagine ha riaperto un caso irrisolto da oltre un decennio.

L'agguato del 2013: un imprenditore ucciso a Pulsano

I fatti risalgono al 14 ottobre 2013. Un imprenditore edile di Pulsano (TA) fu vittima di un agguato. Mentre rientrava a casa in auto, fu raggiunto da almeno 10 colpi di pistola calibro 9.

L'aggressore riuscì a dileguarsi, lasciando la comunità locale sotto shock. L'episodio generò un diffuso allarme sociale e un clima di omertà.

Indagini e movente: vendetta mafiosa per un'umiliazione

Le indagini hanno permesso di ricostruire il movente. Sembra legato a contrasti lavorativi e a un precedente scontro violento tra la vittima e uno degli arrestati.

Quest'ultimo, a capo di un gruppo criminale, avrebbe subito un'umiliazione pubblica. L'imprenditore lo disarmò e lo ferì gravemente, un affronto che, secondo le logiche mafiose, non poteva rimanere impunito.

L'omicidio sarebbe quindi una punizione esemplare. Mirava a ristabilire l'equilibrio criminale e riaffermare il prestigio del mandante.

Pianificazione e ostacoli alle indagini

Il mandante avrebbe pianificato meticolosamente l'omicidio. Predispose un alibi e scelse un esecutore materiale esterno al suo gruppo. Questo per eludere le indagini.

Gli indagati hanno ostacolato la verità con comportamenti accorti e comunicazioni ambigue. Hanno anche condizionato testimoni, uno dei quali ricevette istruzioni su cosa dire agli inquirenti.

La svolta grazie a collaboratori di giustizia e riscontri

Le difficoltà iniziali avevano portato all'archiviazione del caso. Una meticolosa attività di riscontro ha però delineato un quadro indiziario solido.

Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e di un altro testimone diretto dei fatti hanno corroborato le ipotesi investigative.

Un risultato importante contro la criminalità organizzata

L'operazione "Eco di Sangue" rappresenta un successo nella lotta alla criminalità organizzata. Dimostra la capacità dello Stato di risolvere anche i casi più complessi.

Viene riaffermato il principio di legalità e giustizia, anche a distanza di anni dai fatti.

Si ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati godono della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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