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La Uil Pensionati Calabria avverte che l'autonomia differenziata rischia di aumentare le disparità tra Nord e Sud. Il sindacato chiede garanzie sul finanziamento dei servizi essenziali prima di ogni trasferimento di competenze.

Autonomia differenziata: un rischio per il Mezzogiorno

L'autonomia differenziata potrebbe peggiorare la situazione tra Nord e Sud. Questo modello penalizzerebbe il Mezzogiorno. La Calabria, con un reddito pro capite di poco superiore ai 15mila euro, si trova già in fondo alla classifica nazionale. A lanciare l'allarme è Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria.

Il sindacato esprime forte preoccupazione per le recenti pre-intese. Queste sono state approvate dal governo e supportate da alcuni parlamentari calabresi. Viene criticato il silenzio del presidente della Regione. In passato, aveva sottolineato l'importanza di finanziare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP). Questo passaggio è cruciale per evitare un ampliamento dei divari territoriali. Il finanziamento dei LEP non è stato garantito. Questo è un motivo valido per non sottoscrivere le pre-intese.

Impatto sui pensionati calabresi: cure e servizi a rischio

Le conseguenze dell'autonomia differenziata potrebbero essere pesanti per i pensionati calabresi. L'accesso alle cure potrebbe diventare più difficile. Le liste d'attesa si allungherebbero. Si prevede una carenza di personale sanitario. Aumenterebbe la mobilità passiva. Questa grava soprattutto su chi ha redditi bassi. L'assistenza territoriale potrebbe indebolirsi. Questo è fondamentale per gli anziani non autosufficienti. Necessitano di servizi domiciliari e strutture di prossimità.

Si prospetta un aumento dei costi indiretti. Spese di trasporto, ticket sanitari e ricorso al privato potrebbero diventare insostenibili. Molti pensionati sono già colpiti dal caro vita e dall'inflazione. Esiste il rischio concreto che la qualità dei servizi dipenda dalla capacità finanziaria regionale. Questo penalizzerebbe ulteriormente il Mezzogiorno. Potrebbe aumentare l'isolamento sociale, specialmente nelle aree interne. La carenza di servizi pubblici può portare a solitudine e minore accesso alle attività comunitarie.

Proposte per una riforma equa e inclusiva

La Uil Pensionati Calabria avanza diverse proposte concrete. È necessario un finanziamento integrale, stabile e vincolante dei LEP. Questo deve avvenire prima di qualsiasi trasferimento di competenze. Serve un sistema di monitoraggio trasparente e verificabile. Si chiede l'istituzione di una clausola di salvaguardia per le regioni più fragili. Questa dovrebbe impedire la riduzione dei servizi essenziali. Dovrebbe garantire risorse aggiuntive in caso di peggioramento degli indicatori socio-sanitari.

Occorre rafforzare il Servizio Sanitario Regionale. Sono necessari investimenti mirati sulla medicina territoriale. L'assistenza domiciliare integrata e la prevenzione devono essere potenziate. È importante ridurre le liste d'attesa. Bisogna potenziare i servizi sociali e il welfare locale. Particolare attenzione va data alla non autosufficienza e alla disabilità. È fondamentale il sostegno alle famiglie che assistono persone anziane. Si auspica un coinvolgimento strutturato delle parti sociali. Ogni passaggio della riforma deve essere discusso con chi rappresenta i bisogni dei cittadini. Infine, si chiede l'apertura di un tavolo permanente tra Regione Calabria e sindacati. L'obiettivo è valutare l'impatto dell'autonomia differenziata e definire misure compensative immediate.

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