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Il patrimonio immobiliare storico italiano necessita di un quadro normativo più solido e di una maggiore cooperazione tra enti pubblici e privati per esprimere appieno il suo potenziale economico. L'Associazione Dimore Storiche Italiane evidenzia l'importanza di questi beni per l'economia nazionale.

Patrimonio storico: un volano economico da supportare

Il patrimonio culturale italiano possiede un notevole potenziale economico. Tuttavia, questo potenziale può realizzarsi solo con strumenti adeguati. È fondamentale una stretta collaborazione tra settore pubblico e privato. Un quadro normativo favorevole è la prima necessità. Questo è il messaggio emerso dalla 49ª Assemblea dell'Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi). L'evento si è svolto a Roma, presso il Teatro Argentina. Il tema centrale era «Patrimonio privato, valore pubblico: il ruolo delle dimore storiche per il sistema Paese».

L'Adsi, attraverso la sua assemblea e il VI Rapporto dell'Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato, ha messo in luce il ruolo economico e sociale di questi beni. In Italia esistono circa 46.000 beni culturali privati. Questi sono distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il 60% di essi genera valore diretto. Questo avviene tramite attività nei settori del turismo, della cultura e dell'agricoltura. Contribuiscono anche all'occupazione giovanile.

Manutenzione e investimenti: le cifre delle dimore storiche

La manutenzione di queste strutture è in gran parte autofinanziata. L'85% degli interventi di manutenzione è a carico dei proprietari. La spesa media annua per ogni bene supera i 50.000 euro. Gli investimenti in restauri sono considerevoli. Solo per interventi straordinari, nel 2024, si sono raggiunti 1,2 miliardi di euro. Il totale degli investimenti supera 1,9 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta oltre il 10% della crescita del PIL registrata nel 2023.

L'associazione segnala che oltre 10.000 dimore sono pronte ad espandere le proprie attività. Questo sarebbe possibile in presenza di un contesto normativo più favorevole. Durante il dibattito è emersa chiaramente la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private. Si è sottolineata anche l'importanza di estendere l'Art Bonus. Questo beneficio fiscale dovrebbe essere applicato anche ai beni culturali privati. La gestione di tali beni è spesso affidata a fondazioni o realtà del terzo settore.

Il contributo delle dimore storiche al sistema Paese

Le dimore storiche sono parte integrante del sistema Italia. Lo afferma Maria Pace Odescalchi, presidente dell'Adsi. «Le dimore storiche», spiega, «sono oggi parte integrante del nostro sistema Paese». Il loro valore non è solo culturale, ma anche economico. Offrono un contributo concreto ai territori ogni giorno. Creano occupazione e sostengono intere filiere produttive. La loro valorizzazione è quindi cruciale per lo sviluppo del Paese.

La presidente Odescalchi ha evidenziato come questi beni siano motori di sviluppo. La loro conservazione e valorizzazione genera benefici diffusi. L'Adsi chiede un impegno concreto da parte delle istituzioni. È necessario creare le condizioni affinché il patrimonio privato possa contribuire ancora di più all'economia nazionale. Strumenti normativi chiari e un supporto concreto sono indispensabili.

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