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Un evento formativo a Soverato ha riunito esperti e operatori per discutere l'incremento del gioco d'azzardo patologico. Si è sottolineata la necessità di un approccio multidisciplinare e di una maggiore integrazione tra servizi pubblici e privati per affrontare questa crescente problematica sociale.

Gioco d'azzardo patologico: un problema in crescita

Si è svolto a Soverato un importante evento formativo. L'incontro era rivolto agli assistenti sociali regionali. L'iniziativa rientra nel progetto GAP (Gioco d’azzardo patologico). L'obiettivo è stato analizzare l'aumento dei casi di dipendenza. La data dell'evento è stata il 16 aprile 2026. Si è tenuto nella sala consiliare del Comune.

L'apertura dei lavori ha visto i saluti istituzionali. Erano presenti il sindaco di Soverato, Daniele Vacca. C'era anche il segretario dell’Ordine regionale degli assistenti sociali, Alessandro Catalano. Presenti pure il tesoriere Federico Carioti. Hanno portato i loro saluti anche Michele G. Rossi, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze (Dsmd). Infine, Maria Giulia Audino, direttrice del Ser.D. dell’Asp di Catanzaro.

La dottoressa Audino ha illustrato il progetto attivo sul territorio. Questo progetto è promosso dal Ser.D. in collaborazione con realtà del privato sociale. Tra queste figurano il Centro Calabrese di Solidarietà, Progetto Sud e Cooperativa Zarapoti. L'iniziativa mira a offrire un supporto concreto ai soggetti affetti da ludopatia.

La solitudine del giocatore e la realtà distorta

La prima relazione è stata moderata dalla psicologa Vittoria Curcio. L'intervento è stato tenuto dallo psichiatra e psicoterapeuta Sergio Cuzzocrea. Ha approfondito la solitudine del giocatore. Ha anche analizzato la sua percezione della realtà. Il professionista ha evidenziato la solitudine emotiva in adolescenza. Ha spiegato come il ludopatico sviluppi una visione ristretta del mondo.

Senza il gioco, ha affermato Cuzzocrea, «il motore interno si fermerebbe». La dipendenza diventa così l'unico mezzo per provare piacere. In questo contesto, la condivisione è un elemento cruciale per la guarigione. Il direttore Rossi ha poi richiamato l'attenzione sul vuoto emotivo di queste persone. Ha sottolineato come alla condivisione debba affiancarsi il concetto di responsabilità individuale.

L'approccio multidisciplinare e il ruolo degli assistenti sociali

La seconda relazione è stata presentata dalla psicologa del Ser.D. di Soverato, Mariarita Notaro. È la coordinatrice del progetto GAP. Ha esposto lo stato del disturbo da gioco d’azzardo (Dga) nei servizi aziendali. Ha evidenziato il ruolo degli assistenti sociali. Secondo la dottoressa Notaro, il Dga è un disturbo complesso. Richiede un approccio che coinvolga più figure professionali.

Medici, psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali devono collaborare. Gli assistenti sociali, in particolare, hanno una funzione chiave. Agiscono negli ambiti familiare, relazionale, ambientale e lavorativo. È stata significativa la testimonianza di un paziente ludopatico. Ha sollecitato un aumento dei posti residenziali nelle comunità dedicate al Dga. Le assistenti sociali Maria Pisano, Caterina Squillace e Antonella Renda hanno ribadito il loro ruolo. Non svolgono terapie, ma coordinano gli aspetti pratici e sociali per sostenere il percorso di cura.

Integrazione pubblico-privato e dati allarmanti

La terza relazione, moderata dalla psicologa Aida Rizzo, ha trattato l'integrazione tra pubblico e privato. È intervenuta l'assistente sociale del Comune di Lamezia Terme, Angelina Ianchello. Ha sottolineato come l'ente pubblico sia spesso visto come un controllore. Le differenze tra pubblico e privato sono meno marcate di quanto si pensi. Entrambi devono fungere da ponte per accompagnare la persona nel recupero. Andrea Romano, assistente sociale del Dsmd, ha rimarcato l'assenza di confini netti tra i due ambiti.

Ampelio Anfosso, referente GAP per la Cooperativa Zarapoti, ha illustrato il servizio Unità di Strada. Nato nel 1999 a Catanzaro, è accreditato dal 2018. Anfosso ha evidenziato l'importanza del lavoro di rete con i servizi pubblici. Ha invitato gli operatori a non ignorare le richieste di aiuto. A concludere i lavori è stato Roberto Gatto, referente regionale del progetto “Mettiamoci in gioco”. È responsabile dell’area dipendenze di Progetto Sud. Ha presentato dati aggiornati sul fenomeno. In Calabria si registrano circa 6 miliardi di euro giocati ogni anno. Gatto ha ricordato la proposta di una legge quadro nazionale. Ha sollecitato la Regione Calabria a definire strategie concrete di intervento.

Domande frequenti sul gioco d'azzardo patologico

Quali sono i sintomi del gioco d'azzardo patologico?

I sintomi includono un bisogno crescente di giocare somme di denaro sempre maggiori, irrequietezza o irritabilità quando si cerca di smettere, pensieri ossessivi sul gioco, e tentativi falliti di controllare o interrompere il gioco. Altri segnali sono mentire per nascondere il proprio coinvolgimento nel gioco e mettere a rischio relazioni, lavoro o opportunità di studio.

Come si può chiedere aiuto per il gioco d'azzardo patologico?

È possibile chiedere aiuto rivolgendosi ai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) delle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), centri specializzati nel trattamento delle dipendenze, o associazioni di volontariato che offrono supporto. Anche il proprio medico di base può indirizzare verso i servizi competenti.

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