Il consigliere comunale Antonio Pittioni solleva preoccupazioni sullo smantellamento dell'unità cinofila della Polizia Locale di Udine. Il servizio, considerato strategico, rischia la chiusura a causa di trasferimenti e pensionamenti.
Preoccupazioni per l'unità cinofila
Il futuro dell'unità cinofila della Polizia Locale di Udine è al centro di un acceso dibattito. Il consigliere comunale Antonio Pittioni, esponente di Fratelli d’Italia, ha lanciato l'allarme. Denuncia un concreto rischio di smantellamento del servizio. Questo reparto è ritenuto fondamentale per il controllo del territorio. È anche cruciale nella lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Le preoccupazioni nascono da un progressivo ridimensionamento del nucleo operativo. Il cane antidroga Galant, figura chiave nelle operazioni recenti, è stato trasferito. Si è spostato insieme al suo conduttore verso Tolmezzo. L'altro cane in servizio, Izzi, si avvia al pensionamento. Questo a causa di sopraggiunti problemi di salute.
Secondo Pittioni, questa situazione potrebbe portare alla definitiva scomparsa dell'intero reparto. Il consigliere definisce l'accaduto un «errore grave e prevedibile». Sottolinea come, invece di potenziare un servizio strategico, si sia scelto di lasciarlo «spegnere nei fatti».
Strumento essenziale per la sicurezza cittadina
Il consigliere Pittioni ha rivendicato il proprio ruolo nell'introduzione dei cani antidroga a Udine. «Nel 2019 fui tra i principali promotori dell’introduzione dei cani antidroga a Udine», ha dichiarato. Era convinto, e lo è tuttora, che rappresentino uno strumento fondamentale. Essi sono cruciali nella lotta allo spaccio. Sono anche utili nel presidio delle aree più sensibili della città.
Nel suo intervento, Pittioni ha espresso gratitudine a Galant. Lo ha definito un esempio di professionalità e dedizione. Ha contribuito in modo significativo alle operazioni della Polizia Locale. La sua presenza sul campo era un deterrente importante.
Tempi lunghi per la ricostituzione del servizio
Uno degli aspetti più critici evidenziati riguarda i tempi necessari per ricostituire il servizio. Pittioni stima che creare una nuova unità cinofila richieda almeno due anni. Questo lasso di tempo include le procedure burocratiche. Include anche la selezione degli animali e il loro addestramento. «È bene ricordare che ricostruire un’unità cinofila non è immediato», ha affermato.
«Servono almeno due anni tra iter burocratici, selezione e addestramento», ha proseguito Pittioni. «Smantellare è facile, ricostruire molto meno. E nel frattempo il territorio resta inevitabilmente scoperto». La mancanza di un'unità operativa lascia scoperte zone sensibili.
Da qui l'appello all'amministrazione guidata dal sindaco De Toni. Viene chiesta chiarezza sulle intenzioni future del servizio. «Serve chiarezza: l’Amministrazione intende davvero rinunciare a uno strumento così importante per la sicurezza urbana?», ha interrogato Pittioni. Ha criticato la «preoccupante mancanza di programmazione e di lungimiranza» dell’attuale giunta. Ha concluso con un’analogia: «Questa amministrazione preferisce tagliare tutte le siepi che utilizzare dei professionisti come Galant».
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