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Il giudice sportivo umbro ha sanzionato diversi tesserati per episodi di violenza e lancio di petardi nei campionati dilettantistici. Le decisioni includono multe per le società e squalifiche per giocatori e dirigenti.

Sanzioni per petardi e condotta antisportiva

Il giudice sportivo della Federcalcio umbra ha analizzato numerosi referti arbitrali. Sono state comminate ammende a diverse società sportive. L'Assisi dovrà pagare 350 euro per il lancio di sette petardi da parte dei propri tifosi. Il Torgiano, invece, è stato multato per 200 euro a causa del lancio di quattro petardi.

Inoltre, il presidente dell'Assisi, Riccardo Gaucci, è stato squalificato fino al 25 aprile. La motivazione riguarda insulti rivolti a un giocatore avversario al termine della partita. La recidività ha influito sulla determinazione della sanzione pecuniaria.

Dirigente del Papiano squalificato per proteste

Nella Prima Categoria, il dirigente del Papiano, Lorenzo Baldacchini, è stato fermato fino al 30 giugno. Le sue proteste reiterate verso l'arbitro, accusandolo di malafede, sono state documentate. Successivamente, dalla tribuna, ha rivolto frasi ingiuriose. Al fischio finale, si è recato nello spogliatoio arbitrale proferendo ulteriori commenti denigratori.

Squalifiche per giocatori nella Seconda Categoria

Nella Seconda Categoria sono state comminate quattro giornate di stop a un giocatore del Pistrino. Il motivo è uno sputo verso un avversario a gioco fermo, senza colpirlo, seguito da un'aggressione al collo con spinta. La stessa sanzione è stata inflitta a un atleta della Grifo Tezio.

Quest'ultimo è stato punito per aver pronunciato frasi blasfeme e offensive nei confronti del direttore di gara. Tali espressioni sono seguite a una decisione arbitrale contestata dal giocatore.

Danni e comportamenti scorretti nel settore giovanile

Per quanto riguarda la categoria Under 17 A2, un giocatore dell'Umbertide Agape è stato squalificato fino al 15 maggio. Al termine dell'incontro, mentre si dirigeva verso gli spogliatoi, ha preso a calci una bandierina, rompendola. L'arbitro lo ha richiamato per comunicare l'espulsione.

Il giocatore, nonostante i richiami, non si è presentato dal direttore di gara. L'arbitro ha dovuto inseguirlo per notificare il provvedimento. La società dovrà inoltre risarcire il danno causato.

Episodi di violenza e insulti nei campionati dilettantistici

Questi provvedimenti evidenziano la persistenza di episodi di intolleranza e violenza nei campionati dilettantistici umbri. Il lancio di petardi, le offese a tesserati e arbitri, e gli atteggiamenti aggressivi continuano a macchiare l'immagine dello sport locale. Le decisioni del giudice sportivo mirano a ristabilire un clima di correttezza e rispetto.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) umbra ribadisce l'importanza del rispetto delle regole e del fair play. Le sanzioni servono da monito per giocatori, dirigenti e tifosi. L'obiettivo è garantire un ambiente sportivo sano per tutti i partecipanti.

Ulteriori provvedimenti e casi passati

Episodi simili hanno già portato a sanzioni in passato. Un caso recente ha visto un dirigente fermato per 19 mesi per aver pronunciato frasi sessiste nei confronti di un arbitro donna. La società in questione, Casa del Diavolo, era già stata coinvolta in un episodio simile nel 2019.

Questi eventi sottolineano la necessità di un impegno costante nella promozione di una cultura sportiva positiva. L'educazione al rispetto e alla lealtà è fondamentale fin dalle categorie giovanili. La lotta contro la violenza e l'intolleranza nello sport rimane una priorità.

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