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Le Marche hanno ottenuto risultati notevoli a Vinitaly 2026, con un forte interesse per il vino biologico e un potenziale di crescita per l'enoturismo. L'evento ha consolidato la regione come attore chiave nel settore vitivinicolo.

Successo marchigiano a Vinitaly 2026

L'edizione 2026 di Vinitaly ha segnato un trionfo per le Marche. Il vicepresidente e assessore all'Agricoltura, Enrico Rossi, ha espresso grande soddisfazione per l'esito della manifestazione. Le aziende vitivinicole marchigiane hanno dimostrato la loro forza e la varietà del loro territorio. La regione si è presentata come un'entità unica, puntando a valorizzare il suo potenziale enoturistico.

Rossi ha sottolineato l'importanza di unire agricoltura e turismo per la crescita locale. L'obiettivo è intercettare e incrementare i flussi turistici legati all'agriturismo e alle esperienze immersive. Questo sviluppo sarà supportato da un robusto investimento istituzionale nel potenziamento delle infrastrutture ricettive.

Punti di forza del vino marchigiano

Nonostante un contesto complesso per il settore vinicolo italiano, il bilancio delle Marche al 58° Vinitaly è decisamente positivo. Il Salone internazionale dei vini e distillati di Verona si conferma una piattaforma strategica. L'evento ha generato numerose occasioni di contatto con buyer, operatori professionali e appassionati di vino. La qualità del vino marchigiano è attestata da 20 Dop e 1 Igp. Inoltre, l'incidenza dei vigneti biologici sfiora il 40%, posizionando le Marche come leader nazionale nel segmento biologico.

La Regione sta rafforzando la sua collaborazione con Veronafiere. È stato annunciato che il prossimo autunno Ancona, futura Capitale italiana della cultura nel 2028, ospiterà Vinitaly and the City. Questo evento collaterale è cruciale per la promozione delle aziende vitivinicole e per lo sviluppo dell'enoturismo regionale.

Il biologico e le nuove tipologie

Il settore biologico rappresenta una leva fondamentale per approcciare i mercati internazionali. I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità e all'ambiente. Durante i quattro giorni di manifestazione, Vinitaly ha saputo coniugare emozioni e opportunità di business. Le Marche si sono collocate al centro del panorama vitivinicolo.

L'evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali di spicco. Tra queste, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i ministri Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Gianmarco Mazzi (Turismo). Durante un brindisi istituzionale, hanno presentato la nuova tipologia Conero Docg Rosato. Questa è tutelata dall'Istituto marchigiano di tutela vini (Imt). Anche il vicepremier Matteo Salvini ha assaggiato la Passerina Spumante, un'altra novità del patrimonio enologico locale, prodotta dal Consorzio dei Vini Piceni.

Presenza di buyer e operatori

Michele Bernetti, presidente dell'Imt, ha definito la manifestazione molto interessante e concreta. Ha evidenziato una forte presenza di buyer da tutta Europa, con particolare attenzione dal Nord Europa e dall'area Centro Orientale. Sono aumentati anche i contatti con rappresentanti da mercati importanti come Stati Uniti, Canada e Giappone. Sul fronte nazionale, molti ristoratori hanno mostrato interesse per vini più leggeri, in linea con i nuovi stili di consumo.

La partecipazione delle aziende è stata promossa attivamente. L'edizione 2026 di Vinitaly ha visto un'ottima risposta da parte degli operatori del settore. La regione Marche si conferma un attore di primo piano nel panorama enologico italiano ed internazionale.

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