Due esponenti politici di Vigevano, Antonello Galiani e Nicola Scardillo, respingono fermamente le accuse di legami con la 'ndrangheta emerse durante una trasmissione televisiva. Entrambi, pur non essendo indagati, si dichiarano vittime di un attacco politico a ridosso delle elezioni.
Politici vigevanesi respingono accuse di legami mafiosi
I nomi di Antonello Galiani, ex vicesindaco e coordinatore provinciale di Forza Italia, e Nicola Scardillo, assessore alla Polizia locale, sono riemersi in relazione all'inchiesta Hydra. Questa indagine riguarda la criminalità organizzata in Lombardia. I due politici non hanno ricevuto avvisi di garanzia. Tuttavia, i loro nomi erano già comparsi nelle carte giudiziarie a partire dal 2023. La trasmissione televisiva “Lo stato delle cose” di Massimo Giletti ha nuovamente sollevato la questione lunedì sera. Un servizio ha trattato i presunti rapporti tra politica e mafia.
Nicola Scardillo ha definito l'accaduto «un attacco politico a un mese dalle elezioni». Ha sottolineato che il suo casellario giudiziale è immacolato. Si è dichiarato pronto a sporgere denuncia. Anche Antonello Galiani, che non risulta indagato, ha espresso forte disappunto. Ha parlato di una «macchina del fango» volta a screditarlo.
Servizio TV solleva dubbi sui rapporti politici
Il servizio televisivo, intitolato “Vigevano nella morsa della ’ndrangheta”, si è concentrato sui presunti contatti tra i due politici e alcuni esponenti mafiosi. Questi individui sono coinvolti nell'indagine della Direzione distrettuale antimafia di Milano. L'inchiesta Hydra ha già portato a 62 condanne. Altri 45 imputati sono attualmente sotto processo. La procura aveva inizialmente indagato 145 persone.
Il servizio ha messo in luce i presunti legami con Demetrio Tripodi. Quest'ultimo è un imprenditore coinvolto nell'inchiesta. È considerato l'amministratore di fatto della Dora Costruzioni. Al centro delle intercettazioni, anche Filippo Crea. Gli inquirenti lo ritengono una figura di spicco della 'ndrangheta in Lombardia. Crea è stato condannato per associazione mafiosa a 14 anni di reclusione.
Nelle intercettazioni, Tripodi definisce Galiani «amico» e «il nostro sindaco». Riguardo a Scardillo, Tripodi parla di una presunta fattura da 300mila euro. Questa sarebbe relativa a lavori a casa dell'assessore, utilizzando il bonus del 110%. Gli inquirenti, tuttavia, non hanno trovato riscontro di tale fattura.
Le intercettazioni e le spiegazioni dei politici
Ulteriori intercettazioni hanno visto Scardillo discutere con Tripodi di presunti lavori presso il carcere di Vigevano. In quell'istituto, l'assessore ricopre il ruolo di ausiliario amministrativo. Nel servizio televisivo, Scardillo ha dichiarato di non essere a conoscenza di tali contatti. Il sindaco Andrea Ceffa ha espresso la sua posizione garantista. Ha affermato di non conoscere il contenuto delle intercettazioni.
Scardillo ha voluto fornire chiarimenti in merito alle intercettazioni. Ha dichiarato di stare valutando eventuali azioni legali con il suo avvocato. L'assessore ha evidenziato che le intercettazioni risalgono a circa cinque anni fa. Ha criticato il fatto di essere tirato in ballo a un mese dalle elezioni. Ha ribadito la sua estraneità a qualsiasi procedimento penale. Ha affermato di avere la coscienza pulita.
Pur non volendo entrare nel merito delle intercettazioni, Scardillo ha fornito un contesto. Ha spiegato che all'epoca molti effettuavano lavori di ristrutturazione con il Superbonus. Ha raccontato di essere stato truffato da una ditta. Ha poi pagato personalmente i lavori, possedendo le relative fatture. Riguardo ai lavori al carcere, ha specificato che si trattava di imbiancare due stanze per 2.600 euro. Ha precisato che se ne occuparono i funzionari. Lui, come ausiliario, non aveva poteri decisionali.
Galiani, citato anche da un collaboratore di giustizia, ha definito la vicenda «la solita macchina del fango». Ha negato categoricamente di essere mai stato indagato. Ha respinto ogni rapporto o beneficio illecito da realtà che disprezza. Ha affermato di non aver mai concesso privilegi o scorciatoie durante i suoi incarichi istituzionali. Ha definito «surreale» l'accostamento del suo nome a tali fatti. Ha dichiarato di essere responsabile delle proprie azioni, non delle citazioni altrui.
Domande frequenti sull'inchiesta e i politici
Chi sono Antonello Galiani e Nicola Scardillo?
Antonello Galiani è stato vicesindaco di Vigevano e ricopre il ruolo di coordinatore provinciale di Forza Italia. Nicola Scardillo è assessore alla Polizia locale di Vigevano. Entrambi sono stati citati in relazione all'inchiesta Hydra sulla criminalità organizzata.
Cosa contestano Galiani e Scardillo riguardo alla trasmissione televisiva?
I due politici respingono fermamente le accuse di legami con la 'ndrangheta. Sostengono che la loro citazione in una trasmissione televisiva sia un attacco politico mirato. Lo considerano una «macchina del fango» volta a screditarli a ridosso delle elezioni, pur non essendo indagati.