La stilista Chiara Boni si racconta a Verona, presentando la sua autobiografia. Riflette sul futuro della moda, sottolineando l'importanza del saper fare italiano di fronte all'intelligenza artificiale.
La stilista racconta la sua carriera a Verona
La celebre stilista Chiara Boni sarà ospite a Verona il prossimo 18 aprile. L'evento si terrà presso l'Habitat Ottantatre. La designer presenterà la sua autobiografia. Sarà un'occasione per discutere di moda e dell'Italia che cambia. Boni è nota per la sua immaginazione e sperimentazione. Ha fatto dell'emancipazione femminile la sua bandiera. A 77 anni, continua a sognare e a innovare.
La stilista ha attraversato quasi un secolo di storia. Ha visto e vissuto molti cambiamenti. Ora si trova in una nuova fase di trasformazione. La moda stessa sta affrontando l'intelligenza artificiale. L'AI può disegnare, ma non creare concretamente. Boni è convinta che il saper fare italiano ci salverà. La nostra capacità di usare le mani sarà fondamentale.
Dalle boutique ribelli alla moda per donne libere
La carriera di Chiara Boni è iniziata nel 1971. Fondò a Firenze la boutique «You Tarzan, me Jane». Era uno spazio innovativo, lontano dal rigore dell'epoca. L'ambiente era ispirato a Londra, città che l'aveva affascinata nel 1967. Lì scoprì la moda giovane e l'emancipazione. La minigonna divenne un simbolo di libertà.
Il suo manifesto è sempre stato creare abiti che facessero sentire le donne comode e libere. Questo imprinting deriva da sua madre. Era una donna elegante che le insegnò l'indipendenza. Anche l'avanguardia architettonica e l'arte influenzarono il suo stile. Suo primo marito, Vittorio Maschietto, era un ideatore di queste correnti.
Negli anni Ottanta, Boni visse la Milano della moda. Faceva parte del Collettivo Moda Nostra. Realizzavano abiti ultramoderni. Successivamente entrò nel Gft, Gruppo Finanziario Tessile. Questo gruppo produceva linee per grandi stilisti come Valentino e Armani. La moda italiana era all'avanguardia.
La Petite Robe e la sostenibilità nella moda
Nel 2003, Chiara Boni ricomprò il suo brand. Aveva una visione chiara: creare l'abito perfetto per la donna del nuovo millennio. Si ispirò alla sua vita di allora: lavoratrice e sempre in viaggio. Nacque così la sua «Petite Robe». Era un abito leggero e comodo. Realizzato in jersey elastico e nero, era facile da piegare e lavare. Non richiedeva stiratura.
La moda del futuro, secondo Boni, vincerà grazie alla tecnologia. Non alle stravaganze. L'ispirazione oggi non viene più dalla strada come un tempo. La moda deve essere anche sostenibile. Dal 2000 al 2004 fu assessore in Toscana. Si occupò di ecologia, consumo d'acqua e tinture naturali. La sua produzione si concentrò tra Lombardia e Toscana.
Vita privata e nuove idee per il futuro
La vita di Chiara Boni è stata ricca di esperienze. Oltre alla moda, ha vissuto due matrimoni e ha avuto un figlio. Ha avuto relazioni con figure note come Vittorio Sgarbi e Cesare Romiti. Quest'ultimo, presidente di Fiat, le insegnò un nuovo modo di vedere le cose. Con Angelo Rovati superò un momento difficile grazie al lavoro. Ora vive un amore consapevole con Fabrizio Rindi.
Ha sempre creduto nelle donne che sanno fare squadra. Le considera imbattibili e maestre nell'uscire dalle difficoltà. Recentemente, ha lasciato La Petite Robe per divergenze sullo sviluppo aziendale. Ha anche affrontato un intervento per un carcinoma al pancreas, scoperto per caso. Lo considera un segnale positivo. Da «immaginaria», Boni ha molte idee nuove. Tornerà presto nel mondo della moda.
Verona e il futuro della moda
Verona evoca a Chiara Boni ricordi legati al vino della Valpolicella. Ricorda anche la collaborazione per i costumi di un balletto in Arena. L'opera nell'anfiteatro l'ha sempre stupita. È una melomane appassionata. Ha vissuto vicino al maestro Muti a Milano, ascoltando le sue esercitazioni al piano.
Consiglia ai giovani stilisti di usare Instagram per testare i propri capi. L'haute couture è ormai un'opera d'arte da ammirare. La moda che vende è quella attuale e confortevole. Deve essere chic e tecnica. La vita detta le regole della moda. Il saper fare manuale italiano sarà la chiave per il futuro, distinguendosi dall'intelligenza artificiale.