Voghera ha celebrato la figura poliedrica di Arbasino con la terza edizione del Premio letterario. L'evento ha unito musica, teatro e il riconoscimento a giovani talenti e a un regista di fama internazionale.
Omaggio alla personalità teatrale di Arbasino
La città di Voghera ha reso omaggio a Alighiero Arbasino, figura intellettuale di spicco. La terza edizione del Premio letterario comunale ha messo in luce un lato meno conosciuto dell'autore. Si è esplorata la sua passione per il teatro e la musica lirica. L'evento si è svolto ieri sera al teatro Garavani.
Una platea numerosa ha partecipato alla cerimonia. Erano presenti politici, autorità, studenti e cittadini di Voghera. La serata ha voluto celebrare l'Arbasino regista e melomane. La sua profonda conoscenza dell'opera lirica è stata sottolineata.
Giorgio Montefoschi, presidente della giuria, ha evidenziato questo aspetto. «Arbasino era un frequentatore assiduo di teatri», ha spiegato. «Aveva visto ogni opera possibile nelle sale più prestigiose del mondo. Poteva parlarne per ore intere». La sindaca Paola Garlaschelli, ideatrice del premio, ha aggiunto che per lui il teatro era un'esperienza totalizzante. La musica, invece, era una vera e propria ossessione.
Studenti e giovani talenti sul palco
L'omaggio all'Arbasino uomo di spettacolo è avvenuto su più fronti. È stato premiato il regista e scenografo Damiano Michieletto. Michieletto aprirà la stagione della Scala con la sua versione dell'Otello. L'evento ha visto anche la partecipazione degli studenti del liceo Galilei di Voghera.
Gli studenti hanno interpretato alcuni brani scritti da Arbasino. Hanno collaborato con il maestro di cerimonie Massimiliano Finazzer Flory. La musica è stata protagonista con le esecuzioni dei giovani violinisti Giovanni Viola e Gianluigi Sartori. La loro performance ha arricchito la serata.
Prima di passare la parola all'ospite d'onore, la giuria ha premiato i vincitori della sezione scolastica. Il premio, del valore di mille euro, è andato a Jean Paul Cerutti, Chiara Marchetti, Chiara Plazzi e Francesco Plazzi. Questi studenti del liceo Galilei hanno scritto la migliore recensione dell'Anonimo Lombardo. Hanno saputo collegarla all'opera complessiva di Arbasino.
Il regista Michieletto premiato per la sua visione
Il momento clou della serata è stato il conferimento del premio a Damiano Michieletto. La giuria, composta da critici, letterati e giornalisti come Andrea Cortellessa, Alessandro Masi, Raffaele Manica, Michele Masneri ed Elisabetta Rasy, ha posto domande al regista. Michieletto ha ricevuto un premio di 10mila euro.
La motivazione del premio è stata la sua capacità di rileggere i classici con uno «spirito arbasiniano». La sindaca Paola Garlaschelli ha lodato il suo modo di interpretare i testi della tradizione. Lo fa rimanendo in dialogo con il presente. Michieletto ha un vasto curriculum con 84 spettacoli in tutto il mondo.
Ha fatto parte del team creativo per la cerimonia di apertura di Milano-Cortina. Ha recentemente debuttato al cinema con “Primavera”. Il suo lavoro si basa sulla riscrittura, una pratica cara anche ad Arbasino. «Arbasino era un maestro in questo», ha affermato Michieletto. «Io cerco di fare lo stesso, ma a mio modo». Ha spiegato come nell'opera si abbiano solo due ore per coinvolgere il pubblico.
Il regista punta a essere chiaro e diretto. Elimina ciò che considera superfluo. «Spesso mi criticano perché la prima cosa che faccio quando prendo in mano un nuovo libretto è cancellare tutte le didascalie», ha confessato. «Non voglio conoscere le indicazioni sull’ambiente. Gli unici ingredienti di cui non posso fare a meno sono la musica e il testo. Sono quelli a guidarmi verso la rappresentazione».
Michieletto cerca di innovare l'opera sentendosi libero. Non teme il giudizio e rimane onesto con se stesso. Riconosce quando un lavoro funziona, senza tradire la voglia di emozionare il pubblico. La sua visione artistica è stata riconosciuta e premiata a Voghera.